Sostenendo anche a distanza,

riflessioni sulla “Didattica della Vicinanza” degli insegnanti di Sostegno dell’ ITE.

Non neghiamo di esserci sentiti spaventati all’idea di una didattica a distanza per i nostri alunni “speciali”, che hanno un grande bisogno di relazioni e del contatto fisico (abbracci, sorrisi, “batti cinque”, “braccio di ferro”), di luoghi, ambienti ed attività abituali. Pensavamo che non fossero pronti a relazionarsi con uno schermo che crea distanza. Il nostro pensiero è andato anche ai genitori e alle difficoltà che avrebbero incontrato costretti a casa a gestire da soli tutte le problematicità, senza il sostegno della scuola né dei centri diurni. Ma la didattica a distanza era l’unico strumento che avevamo a disposizione per attivare una continuità ed abbiamo deciso di sfruttarlo al meglio.

Innanzitutto, abbiamo stretto un’alleanza con le famiglie per concordare le modalità della didattica a distanza e condividerne le routine: orari chiari, stesse modalità di invio dei compiti, stessa piattaforma. Li abbiamo incoraggiati ad utilizzare i dispositivi che conoscevano, senza frustrarli con richieste per loro impossibili. E così ci siamo trovati ad affiancare i genitori che si trovavano a fare gli insegnanti!

Nel momento più buio dell’emergenza abbiamo curato molto l’aspetto emotivo, creando contenuti multimediali per facilitare la consapevolezza di cosa stava realmente accadendo e per aprirsi alla possibilità di sperare che sarebbe “andato tutto bene”! Riguardo l’attività didattica, abbiamo alternato attività piacevoli e di lavoro, lasciando i compiti più impegnative nei momenti in cui gli alunni si trovavano nella condizione ottimale. Abbiamo sempre fatto in modo che terminassero le attività con un successo, con qualcosa di positivo, consapevoli che solo se “contenti” sarebbero tornati il giorno dopo. Per alcuni dei nostri alunni “speciali” e per i loro genitori, lo stare seduti davanti allo schermo e il solo salutare è già una conquista! Abbiamo avuto anche delle sorprese poiché alcuni alunni con bisogni educativi speciali sono “emersi” nella didattica a distanza, hanno partecipato di più! La relazione emozionale con alunni e genitori è stata molto curata con contatti empatici e frequenti, anche più volte al giorno, se necessario, abbiamo incoraggiato e motivato. In questi mesi siamo stati affiancati anche dagli Assistenti specialistici che hanno lavorato con professionalità e generosità, offrendo aiuto e sostegno ad alunni, docenti e genitori.

Queste le riflessioni della nostra DIDATTICA DELLA VICINANZA, citando Raffaele Iosa, esperienza trasformativa di resilienza che ricorderemo per sempre!

Professoresse Nadia Pavia e Maria Rosaria Di Paola